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EB10

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La perdita di un figlio, momenti in cui si affacciano le domande più inascoltate e che mai vorremmo porci, “perché è capitato a me?”, ” perché la vita mi mette così a dura prova? cosa devo capire ancora?”

La sofferenza vissuta va attraversata, l’uso che se ne fa nel tempo determina il suo peso. Non va usata per lasciarsi travolgere emotivamente ma al contrario va guardata, compresa e trasformata.

Il lutto di un figlio è il cuore del nostro lavoro,  molte mamme pensano che bisogna superare la prova, ma la verità è che le cose cadono a pezzi. Poi si riuniscono di nuovo per cadere ancora a pezzi. E ‘proprio così, la guarigione viene da lì lasciando spazio affinché tutto questo accada: spazio per il dolore, per il sollievo, per la miseria, per la tenerezza. Ciò che ferisce ci può paralizzare, ma può anche trasformarsi in qualcosa di più potente.

Mi ha molto colpito il modo in cui Sara, cerca di affrontare il suo lutto dando vita ad un nuovo progetto, lì dove la vita si è arrestata improvvisamente, prematuramente.

EB sono le iniziali Elia Barbetti, un giovane pieno di vita, amante dello sport, promessa del calcio, che frequenta il Liceo, amato da famiglia e amici, tanto da meritarsi il soprannome di “Golden Boy”.

Perchè è nata EB10?
Il 15 Ottobre 2015, Elia, in gita scolastica a Milano per visitare l’Expo, durante la notte, si affaccia alla finestra e, per cause ad oggi imprecisate, precipita dal sesto piano, perdendo la vita.

Gli Amici di Elia e della famiglia inondano il web di messaggi, molte persone pongono alla madre, Sara Rabà, la stessa domanda: “Sara, cosa possiamo fare per aiutarti?”.

Sara decide di mantenere vivo il ricordo di Elia convertendo il distruttivo dolore in qualcosa di positivo, creando EB10.

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A Cura della dott.ssa Lucia Recchione

La vita: vulnerabilità dell’ attaccamento e inevitabilità della separazione

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Dolore e lutto, due termini così carichi emotivamente tanto da generare paura, sconforto e sofferenza, sia in chi li ascolta che in chi li vive, due parole che si riferiscono alle reazioni psicologiche delle persone che sopravvivono ad una perdita significativa. Il dolore è il sentimento soggettivo provocato dalla perdita di una persona amata. Il termine viene usato come sinonimo di lutto, sebbene, in senso più stretto, il lutto non sia altro che il processo con cui si risolve il dolore. Indipendentemente dalle differenze semantiche, sono presenti analogie sufficienti, nell’esperienza del dolore e della perdita di una persona amata, per definire il lutto come una sindrome che ha segni, sintomi, decorso e risoluzione prevedibili.

L’espressione soggettiva del dolore si estende su un’ampia fascia di emozioni, che dipendono dalle aspettative, dalle norme culturali e dalle circostanze della perdita. Lo stato emotivo del lutto può accompagnare non solo la perdita di una persona cara, ma anche altri importanti momenti di cambiamento e separazione quali un trasferimento geografico, un cambiamento nel proprio ruolo sociale, la fine di un lavoro, la nascita di un figlio malato o l’impossibilità di mettere al mondo un figlio, la separazione dal coniuge.

Il senso di vuoto psichico, emotivo e a volte anche fisico, determina spesso un profondo stato di confusione tale da far sì che la persona non abbia più punti di riferimento, ci si sente smarriti, soli e Continue Reading »

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