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Quando qualcuno dà voce ad un dolore: La ricerca di Martina

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Tema centrale del nostro lavoro di equipe, formato da Psicologhe e Psicoterapeute operanti su Roma, Milano, Como e Cagliari è il desiderio di diffondere attivamente la cultura del sostegno psicologico rivolto alle donne che affrontano un aborto spontaneo o una perdita perinatale.

Dal 2011 è attivo in queste città lo sportello gratuito “ A Braccia Vuote” che nasce dalla triste consapevolezza di una scarsità di servizi psicologici pensati e rivolti esclusivamente a questo tema.

Il 15-25% delle gravidanze si interrompe spontaneamente nel primo trimestre e ogni anno in Italia circa 2 gravidanze su 100 si concludono con una morte perinatale. Ma nonostante tutto è raro parlare di questo dolore, ancora è difficile capire il perchè, ma è un dolore che la società si ostina a non considerare, e quando non viene ignorato allora viene immediatamente minimizzato. Tutto il conforto che la donna riceve consiste in frasi che spesso la fanno sentire peggio “ per fortuna eri incinta di pochi mesi”, “su, capita a tante donne è normale”, “ avrai altri bambini”. Così al dispiacere si aggiunge la devastante consapevolezza di non essere comprese, ci si sente sole. Sole con un dolore che il resto del mondo, e a volte anche chi le è vicino, non riconosce e quindi non accoglie.

Nonostante sia un tema sommerso e sofferto, c’è nelle nuove generazioni un’attenzione a questo disagio (sta cambiamdo qualcosa??). Con grande entusiasmo infatti, siamo venuti a conoscenza di un piccolo lavoro svolto da una studentessa al quinto anno del liceo socio psico pedagogico di Varese, sul tema dell’aborto spontaneo. Questa giovane ragazza (Martina) ha raccolto le testimonianze di 31 donne, ha dato loro ascolto ha ricavato dai dati (seppur non rappresentativi) con l’intento di poter condividere e rendere nota la sofferenza che si nasconde dietro questo tipo particolare di perdita prematura. Continue Reading »

A Braccia Vuote

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Questo articolo nasce dal desiderio di diffondere la cultura del sostegno psicologico  rivolto alle donne che affrontano un aborto spontaneo o una perdita perinatale. Nasce dalla lettura del libro “Quando l’attesa si interrompe” di Giorgia Cozza (link in bibliografia), da cui i contenuti, che ho ritenuto più significativi, sono stati estrapolati e riportati di seguito.

Quello della gravidanza è un tempo privilegiato, unico, speciale, un tempo in cui la donna si apre alla vita, al dono, al futuro. Con quel test positivo il sogno ha inizio, un sogno fatto di aspettative e fantasie, di un amore mai provato. Il bambino cresce nel grembo materno, ma soprattutto cresce nella sua mente.

Quando intervengono complicazioni che portano ad un aborto spontaneo, questo enorme progetto dedicato alla creazione della vita subisce una brusca interruzione, la vita non si realizza, il processo si blocca in modo del tutto inatteso, e il sogno, il progetto, resta incompiuto.

Non c’è battito, l’attesa si è interrotta. Sono tante le donne che hanno dovuto sentire questa frase, poche parole, pesanti come macigni. Per quanto in teoria tutti sappiamo che l’aborto spontaneo è un evento purtroppo non raro, non si è mai davvero preparati ad una notizia del genere. Ci si scontra con il fatto che le fantasie, le aspettative non si realizzeranno più e il tempo della gioia si trasforma all’improvviso in tempo dello smarrimento, della delusione e del dolore. L’innaturalità di questo evento lo rende ancora più complesso, poiché laddove ci si aspetta la vita ci si scontra con la morte. Il 15-25% delle gravidanze Continue Reading »

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