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A tutti è successo almeno una volta nella vita di provare un sentimento di colpa. Ci riteniamo colpevoli quando sentiamo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Ma cosa sono i sensi di colpa e come è possibile gestirli affinché non condizionino la nostra vita?

 In generale il senso di colpa indica un malessere profondo collegato a comportamenti, pensieri o sentimenti presenti in noi che sono ritenuti inaccettabili. Ma perchè sono inaccettabili ?

S. Freud ci spiega che il sentimento di colpa deriva dalla introiezione delle norme censorie genitoriali (il famoso Super-Io) che disapprovano specifici comportamenti. Si tratta di una specie codice interno al quale ubbidire in maniera assoluta. In molti casi queste introiezioni hanno a che fare con le regole base per il rispetto reciproco e la buona convivenza tra le persone e, facendo in modo che prevalga il bene comune su quello del singolo, sono utili all’evoluzione della specie umana .

Il problema nasce quando si fanno proprie in modo automatico, e non sulla base di una libera scelta , alcune “norme” trasmesse spesso in modo sottile a proposito ad esempio di come è giusto scegliere il partner (“deve essere ricco e bello se no sfigurerai con le tue amiche!”), di qual’è un lavoro considerabile minimamente dignitoso (bancario) o di qual’è il modo giusto di relazionarsi ad un familiare che “poverino è fragile lo devi capire, tu sei più forte, abbi pazienza”.

La persona che prova a trasgredire queste norme, a volte anche solo con il pensiero, attiva subito una feroce critica rivolta a se stessa: ecco i sensi di colpa!

Riconoscere a se stessi i propri sensi di colpa, è già un buon passo.

Per fare in modo che i sensi di colpa non condizionino la nostra vita, è necessario prendersi la giusta dose di responsabilità e riuscire ad affrontare attivamente il motivo che ci spinge a sentirci in questo modo.

Ecco come puoi farlo in 7 passi :

1) Riconosci prima di tutto a te stesso che sono un gran peso, che non ti consentono una vita serena e soddisfacente perchè ti allontanano dai tuoi desideri e dal tuo progetto di vita.

2) Ammetti a te stesso la tua incapacità nell’affrontare in maniera adeguata certe situazioni e metti in discussione due false credenze: io sono perfetto e io  sono senza colpe. Nessuno lo è.

3) Sii consapevole che i sensi di colpa si basano sulla paura interiorizzata, spesso inconscia, di un giudizio negativo che comporterà una punizione. Ogni senso di colpa nasconde infatti la paura del rifiuto e dell’abbandono qualora non si agisca sulla base delle famose norme censorie genitoriali. Questa paura và verificata non è una certezza, è inutile angosciarsi prima. Anche se risultasse reale potrai scegliere liberamente se vivere la tua vita sulla base del tuo progetto o su quello di qualcun’altro (tenendoti i sensi di colpa).

4) Accerta la gravità delle tue azioni sulla base dei tuoi valori personali.

5) Soppesa le tue responsabilità personali: valuta di quanta parte della violazione sei l’unico responsabile.

6) Attivati per cercare di riparare a qualsiasi danno causato e se il danno è irreparabile, anziché punirti e basta, cerca di impiegare le tue forze per migliorare te stesso e la condizione di coloro che hai fatto soffrire.

7) Perdonati: essere una brava persona non significa che non si possa fare qualcosa che possa arrecare dolore a qualcuno.

Se si è disposti a migliorare la propria vita cambiando qualcosa, ma soprattutto se si vuole evitare di fare sempre gli stessi errori, il senso di colpa perde la sua forza e si affievolisce fino a scomparire.

Punirci perché ci si sente in colpa per qualcosa che abbiamo commesso, non serve a niente ma ci porta a riproporre nuovamente lo stesso atteggiamento.

L’unico atteggiamento utile per uscire da questa staticità, è impegnarsi per migliorare se stessi, accettando i nostri limiti ed essendo soddisfatti per ogni piccolo passo volto in questa direzione.

In conclusione: ogni senso di colpa nasconde una colpa reale: quella di non realizzare il proprio progetto di vita, rimanendo intrappolati in un immobilismo di pensieri e azioni che ci porterà a ripetere all’infinito gli stessi errori.

Fonti:

– Colombo G.: Manuale di Psicopatologia Generale Cleup 1996

– Greenberger D., Padesky C.A:: Penso, dunque mi sento meglio Ed. Erickson 2000

A cura della Dott.ssa Laura Gaudiosi