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Terapia breve strategicaLa terapia breve strategica ha rappresentato una sorta di rivoluzione copernicana nel campo della psicoterapia, orientando l’intervento terapeutico verso l’ effettiva e rapida soluzione delle problematiche presentate dai pazienti, dimostrando che anche se i problemi e le sofferenze umane possono essere estremamente persistenti, complicate e sofferte, non necessariamente richiedono soluzioni complicate e prolungate nel tempo. La premessa del modello della Terapia Breve Strategica si basa sulla convinzione che i disturbi psichici siano generati a partire dalle modalita’ percettive, emotive e cognitive che le persone assumono nei confronti della realta’ favorendo, cosi’, reazioni e comportamenti disfunzionali che, invece di risolvere, alimentano il problema di cui si soffre. L’approccio strategico alla psicoterapia può essere definito come l’arte di risolvere complicati problemi umani, personali ed interpersonali, mediante soluzioni apparentemente semplici.

LE ORIGINI

Le origini dell’approccio strategico risiedono nelle antiche tradizioni ellenica della retorica dei sofisti e cinese dell’arte dello stratagemma, ovvero le antiche arti di risolvere apparentemente irrisolvibili situazioni mediante l’uso di stratagemmi e modi di comunicare suggestivi e persuasori.

Nei tempi più recenti si deve alla feconda tradizione della Scuola di Palo Alto (Bateson, Jackson, Watzlawick, Weakland) la formulazione del modello strategico di psicoterapia breve. Negli anni ’70, infatti, il gruppo del MRI presenta alla comunità dei terapeuti i risultati del progetto Brief Therapy Center (Watzlawick, Weakland, Fisch 1974 – Weakland et alt. 1974).

STRATEGIE D’INTERVENTO

L’ambito della Terapia Breve Strategica è quello del “come” (piuttosto che del perché) le persone costruiscano i propri problemi e persistano nel mantenerli, ma anche del “come” mettere a punto ed applicare strategie d’intervento efficaci ed efficienti, capaci di produrre rapidi e risolutivi cambiamenti nelle persone, divenendo un approccio alla psicoterapia unico e distinto. L’intervento terapeutico non si occupa quindi piu’ del “Perchè'” esiste un problema ma del “Come” esso si sia strutturato e delle modalita’ con le quali esso si mantenga ed appaia irrisolvibile.

In altri termini l’approccio strategico cambia le “lenti” con le quali la persona, che ha il problema, vede la realta’, giungendo a fornire una ristrutturazione del modo di percepire e reagire alla realta’ stessa. L’efficacia e l’efficienza derivano dall’uso di strategie che consistono in tecniche costruite ad hoc per la specifica dei problemi che, da un lato, sono atte alla fase dello sblocco, e dall’altro, a “ribaltare” la percezione che fa sentire il problema come tale.

L’intervento strategico breve mira all’estinzione del disturbo presentato dal cliente, nonché al consolidamento dei risultati ottenuti (fase indispensabile) per il raggiungimento dell’obiettivo più grande: il cambiamento concreto delle rappresentazioni che il paziente ha del proprio problema. Ed è per queste sue peculiarità che la Terapia Strategica non è un trattamento sintomatico, ma radicale.

LE TENTATE SOLUZIONI

La chiave della Terapia Breve Strategica si fonda sul concetto di “tentate soluzioni”. Vediamole nel dettaglio. Chiunque si trovi di fronte ad un problema da risolvere mette in atto strategie che gli appaiono più idonee, o perché hanno già funzionato in passato in situazioni simili, o perché spontanee. Se tali strategie funzionano, il problema in breve tempo si estinguerà; se tali strategie non funzionano chiaramente il problema continuerà a persistere e a mancare la sua risoluzione.

Chi vive la sofferenza sarà portato, di conseguenza, ad intensificare e a ripetere i suoi tentativi, ma più vengono reiterati, più le difficoltà iniziali appaiono irrisolvibili, complicarsi, divenendo tali tentativi parte strutturante del problema. Gli sforzi compiuti, le “tentate soluzioni”, verso il cambiamento costruiscono, così, un circolo vizioso con cui l’émpasse non solo non scompare, non solo persiste, ma addirittura si autoalimenta.

COSA FA IL TERAPEUTA

Il terapeuta strategico interverrà, per produrre il cambiamento, attraverso la rottura del circolo vizioso costituito dalle tentate soluzioni e la persistenza stessa del problema. Tale rottura è data dall’utilizzo di tecniche costruite con procedure rigorose sul problema, tecniche che, una volta raggiunto la soluzione della difficoltà, costituiranno per il paziente uno strumento con cui affrontare le situazioni, infondendo sicurezza, ma soprattutto la forza del saper intervenire. Lo sblocco delle patologie e dei disturbi avviene nelle prime sedute di terapia nelle quali il paziente inizia, a seguito del cambiamento a ristrutturare il proprio punto di vista in relazione a cio’ che il problema rappresentava; cio’ conduce rapidamente alla soluzione della patologia ed alla scoperta di risorse personali fino ad allora sconosciute.

La Terapia Breve Strategica ha elaborato specifici protocolli di trattamento per attacchi di panico, agorafobia, fobie, disturbi ossessivo-compulsivi, ipocondria, disordini alimentari (anoressia, bulimia, sindrome da vomito), depressione, disturbi sessuali, disturbi dell’eta’ evolutiva, problemi della famiglia e problemi di coppia.

La flessibilita’ del modello consente inoltre all’approccio strategico di essere utilizzato in diversi ambiti per cio’ che concerne la formazione, la consulenza e la realizzazione di progetti d’intervento e prevenzione del disagio in scuole di ogni ordine e grado, in aziende (“problem-solving strategico” e formazione manageriale), in associazioni e cooperative, negli studi professionali, nelle fondazioni pubbliche e private e negli enti locali.

A cura della dott.ssa Lucia Recchione