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Stare in coppia vuol dire trovare un modo proprio di stare insieme ad un’altra persona. Lo scopo del rapporto di coppia non è quello di attuare regole o impersonare ruoli fissi e prestabiliti (il modello dei genitori, di coppie vicine a noi, l’influenza dei codici culturali e morali), né tanto meno quello di seguire imposizioni del passato. Lo scopo è quello di essere felici insieme, di esprimere amore e di creare ogni giorno la propria relazione.

Alcune cifre: In Italia la durata media del matrimonio è di 12 anni al momento della separazione, di 16 anni all’atto del divorzio. Ogni 1.000 coppie ci sono 4,1 casi di separazione e 2,3 casi di divorzio. Età media al momento della separazione: le mogli: 38 anni; i mariti: 41 anni. Età media al momento del divorzio: le mogli: 40 anni; i mariti: 43 anni.

Come possiamo stare bene in coppia? Nelle favole i personaggi della coppia si incontrano, il Principe bacia la Principessa, si sposano e vivono felici e contenti. Nella vita non accade proprio così…al contrario malumore, incomprensioni, aspettative infrante fanno si che la coppia scoppi generando un forte senso di insoddisfazione e di sofferenza.

Ecco le doti che sono considerate l’espressione delle speranze e dei sogni più profondi di amore e devozione: sensibilità e lelatà, cortesia e riguardo, generosità e rispetto, comprensione e responsabilità. Le aspettative verso il proprio partner vengono spesso deluse perché non si ha la consapevolezza che uomini e donne sono diversi e hanno modalità diverse di comunicazione. I problemi nascono quando si vuole imporre la propria diversità all’altro. Un primo importante passo consiste nel prendere coscienza di questa diversità.

Il rapporto di coppia, lo ripetiamo, si fonda sulla ricerca della felicità insieme, non sul potere e sulla ragione. È importante stabilire una comunicazione con il proprio partner non finalizzata a controllarlo o a fargli cambiare idea secondo unprincipio personale di ciò che è giusto o sbagliato. L’accettazione dell’unicità del partner è fondamentale.

Per avere una buona relazione di coppia c’è bisogno di diversi momenti che lavorano sinergicamente tra loro: momento della separatezza; momento del contatto; momento della fusione.

Il trattamento

La Terapia breve strategica nasce come intervento a breve termine, come processo attivo e direttivo di educazione della coppia su specifici aspetti che possono contribuire alla disfunzione relazionale. Il terapeuta affiancherà la coppia nel proprio processo di cambiamento. Come primo passo, il terapeuta costruirà un rapporto positivo con i membri della coppia e “imparerà la loro danza” attraverso un colloquio congiunto, a cui seguiranno uno o due colloqui individuali per comprendere la storia della coppia e della famiglia.

Il terapeuta valuterà diversi aspetti: cognitivi (ad esempio le percezioni, le aspettative della coppia); comportamentali (le capacità comunicative, il modo di interagire passato, i punti di forza e le debolezze della coppia); emotivi (le emozioni positive e quelle negative, come rabbia, depressione, ansia, gelosia) emersi da questa prima fase di analisi.

Identificherà gli schemi o le credenze dei partner rispetto alle relazioni in generale; individuerà i pensieri dominanti sulla loro relazione; chiarirà il modo in cui tutto ciò influenza i loro comportamenti e le loro emozioni. Elaborerà infine una proposta di trattamento e si potrà a questo punto iniziare il percorso terapeutico, solo però se la coppia sarà convinta della sua utilità per la risoluzione dei propri problemi.

Punto fondamentale nel trattamento della coppia è l’attenzione posta al processo comunicativo dei partner. Essere in sintonia con l’altro, saper chiedere quello di cui si ha bisogno, esprimere le proprie emozioni, non farsi violare da un interlocutore aggressivo, ma imparare a reagire in modo vincente, queste le abilità che verranno potenziate in terapia. Conquistarle non è facile, ma non è nemmeno impossibile. E’ tutto catalogabile sotto la voce “comunicare”. Imparare a farlo in modo corretto e soprattutto efficace è possibile. Il dialogo e la parola sono gli strumenti fondamentali per comprendere i conflitti e appianarli.

Se ci si allena a vedere le cose da una prospettiva diversa ci si allena all’elasticità mentale, se ci si esercita ad avere un atteggiamento morbido nei confronti del partner, si formerà la capacità di tenere a bada le nostre reazioni impulsive. In altre parole, attraverso l’esercizio dell’arte del dialogo favoriremo la collaborazione e l’accordo con l’altro.

Concludiamo questa breve descrizione con una frase di Oscar Wilde molto rappresentativa  “L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare, ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi”.

A cura della dott.ssa Benedetta Mattei e dott.ssa Lucia Recchione