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La rabbia è rossa e grande

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rabbia bambinoSai mamma, oggi nel libro che ha portato L. a scuola ho visto la rabbia. Mamma io non sapevo fosse fatta così la rabbia, tu lo sai mamma di che colore è la rabbia?

Di che colore?

La rabbia è rossa e grande, mi ha raccontato qualche giorno fa mia figlia di 4 anni e mezzo…

Le sue parole mi hanno fatto riflettere, lei non sapeva come era fatta la rabbia eppure la sperimenta, finalmente l’ha vista, si l’ha vista perché la rabbia è quell’emozione che viene tenuta nascosta, viene repressa, viene bandita. Come poteva vederla se intorno tutti siamo pronti a dire basta, non urlare, calmati?

La rabbia del bambino, emozione naturale tra le cinque emozioni primarie, viene vissuta e percepita dai genitori come scomoda e fastidiosa, come qualcosa da allontanare, come un invitato imbarazzante. Le scenate di rabbia risultano molto difficili da accettare per l’adulto che tenta in tutti i modi di mettere uno stop, ma  la rabbia si oppone, urla, scalpita e monta sempre più, ha un suo significato e vuole solo essere ascoltata e vista.

Ed ecco che ti ritrovi nuovamente in quella situazione che non vorresti capitasse mai, soprattutto davanti agli altri, al supermercato, al ristorante al parco, il tuo bambino all’improvviso, per motivi che ti sembrano banali, comincia ad urlare a squarciagola, si dimena, ti dice che sei brutto e cattivo e dentro di te si fanno avanti alcuni sentimenti che a loro volta prendono voce…

“Che imbarazzo, contieniti!” dicono alcuni,

“Non fare scenate, non farti vedere così, farai brutta figura” dicono altri,

“Ora basta!” urlano altri ancora.

La rabbia infatti è vissuta come un’emozione che va tenuta nascosta, che genera effetti  dannosi su di sé e sugli altri quindi meglio stroncarla sul nascere. Continue Reading »

Le maschere che svelano

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maschere psicologia“Ogni uomo mente, ma dagli una maschera e sarà sincero”, diceva Oscar Wilde.

Solitamente pensare ad una maschera ci rimanda all’idea che serva a celare, nascondere e coprire, ma se la guardiamo da un altro punto di vista, più introspettivo, possiamo accorgerci che la maschera può svelare, rivelare e manifestare, e può essere, in tal senso,  una fonte preziosa per stimolare  l’auto-osservazione.

Il carnevale ha la funzione di liberarci per alcuni giorni dalla norma quotidiana e ci permette di sperimentare una parte di noi più libera e giocosa. E poi c’è la Maschera, che scegliamo accuratamente, e che utilizziamo per dare una forma specifica a questa parte di noi, un modo per rompere ruoli e convenzioni. Essere mascherati ci permette di essere altro da sé, essere ciò che facciamo fatica ad esternare nella quotidianità.

Tutto si può capovolgere in questi giorni festosi.  E’ un rito di passaggio tra un tempo che finisce e un tempo che inizia, in cui tutte le regole svaniscono. Attraverso il carnevale siamo invitati a nascere nuovamente, simbolicamente. Indossare una maschera nuova ci permette di spingerci in territori inesplorati, aprirci a nuove possibilità e percorrere strade che nella vecchia veste non sarebbero state possibili.

Il mascheramento è importante e benefico, perché ci mette in condizione di vivere in forma ludica e non rischiosa gli aspetti del sé che normalmente sono respinti o sopiti. Ci porta nel mondo  del “come se..”

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A cura della dott.ssa Lucia Recchione

Non solo Diabete

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image2Segnalo una preziosa ed innovativa risorsa sul territorio romano: “Non solo Diabete” con sedi in zona Parioli, Trieste e Ciampino.

La diagnosi di diabete, così come accade per ogni altra malattia cronica,  può essere vissuta come un evento traumatico ed imprevedibile, che rompe l’equilibrio della persona causando cambiamenti repentini dello stile di vita. Il servizio nasce per offrire  sostegno psicologico e informativo a chi si imbatte in questa patologia.

Attività svolte presso lo “Sportello Diabete”

INFORMAZIONE: Incontri gratuiti di informazione

PSICOEDUCAZIONE: Percorsi individuali e di gruppo di counseling psicoeducazionale alla gestione della malattia Continue Reading »

Protocollo d’intesa Psicologi-Guardia di Finanza

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convenzioni psicologiCOMUNICATO STAMPA

ASSISTENZA AI MILITARI: ACCORDO TRA GUARDIA DI FINANZA E CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEGLI PSICOLOGI

Sottoscritto un Protocollo d’Intesa per offrire prestazioni psicologiche

Roma, 18 maggio 2009 – È stato firmato oggi a Roma dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Cosimo D’Arrigo e dal Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), Giuseppe Luigi Palma, un Protocollo d’Intesa per accrescere la cultura del benessere e lo sviluppo della qualità della vita in ambito militare.

Una partnership privilegiata per proporre un’offerta organica e qualificata di prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche ai militari – in servizio e in congedo – e loro familiari. Lo scopo è quello di rafforzare le attività di assistenza e protezione sociale realizzate dalla Guardia di Finanza.

“I militari – spiega il Presidente Palma – sono uomini armati che svolgono lavori di grande responsabilità con alti livelli di stress e conseguenze sul piano della salute psicosomatica. Questo attiva processi in grado di alterare progressivamente gli equilibri psicologici e comportamentali dell’individuo compromettendone anche la produttività. È necessario – prosegue Giuseppe Luigi Palma – Continue Reading »

EB10

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eb

La perdita di un figlio, momenti in cui si affacciano le domande più inascoltate e che mai vorremmo porci, “perché è capitato a me?”, ” perché la vita mi mette così a dura prova? cosa devo capire ancora?”

La sofferenza vissuta va attraversata, l’uso che se ne fa nel tempo determina il suo peso. Non va usata per lasciarsi travolgere emotivamente ma al contrario va guardata, compresa e trasformata.

Il lutto di un figlio è il cuore del nostro lavoro,  molte mamme pensano che bisogna superare la prova, ma la verità è che le cose cadono a pezzi. Poi si riuniscono di nuovo per cadere ancora a pezzi. E ‘proprio così, la guarigione viene da lì lasciando spazio affinché tutto questo accada: spazio per il dolore, per il sollievo, per la miseria, per la tenerezza. Ciò che ferisce ci può paralizzare, ma può anche trasformarsi in qualcosa di più potente.

Mi ha molto colpito il modo in cui Sara, cerca di affrontare il suo lutto dando vita ad un nuovo progetto, lì dove la vita si è arrestata improvvisamente, prematuramente.

EB sono le iniziali Elia Barbetti, un giovane pieno di vita, amante dello sport, promessa del calcio, che frequenta il Liceo, amato da famiglia e amici, tanto da meritarsi il soprannome di “Golden Boy”.

Perchè è nata EB10?
Il 15 Ottobre 2015, Elia, in gita scolastica a Milano per visitare l’Expo, durante la notte, si affaccia alla finestra e, per cause ad oggi imprecisate, precipita dal sesto piano, perdendo la vita.

Gli Amici di Elia e della famiglia inondano il web di messaggi, molte persone pongono alla madre, Sara Rabà, la stessa domanda: “Sara, cosa possiamo fare per aiutarti?”.

Sara decide di mantenere vivo il ricordo di Elia convertendo il distruttivo dolore in qualcosa di positivo, creando EB10.

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A Cura della dott.ssa Lucia Recchione

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