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Non solo Diabete

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image2Segnalo una preziosa ed innovativa risorsa sul territorio romano: “Non solo Diabete” con sedi in zona Parioli, Trieste e Ciampino.

La diagnosi di diabete, così come accade per ogni altra malattia cronica,  può essere vissuta come un evento traumatico ed imprevedibile, che rompe l’equilibrio della persona causando cambiamenti repentini dello stile di vita. Il servizio nasce per offrire  sostegno psicologico e informativo a chi si imbatte in questa patologia.

Attività svolte presso lo “Sportello Diabete”

INFORMAZIONE: Incontri gratuiti di informazione

PSICOEDUCAZIONE: Percorsi individuali e di gruppo di counseling psicoeducazionale alla gestione della malattia Continue Reading »

Protocollo d’intesa Psicologi-Guardia di Finanza

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convenzioni psicologiCOMUNICATO STAMPA

ASSISTENZA AI MILITARI: ACCORDO TRA GUARDIA DI FINANZA E CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEGLI PSICOLOGI

Sottoscritto un Protocollo d’Intesa per offrire prestazioni psicologiche

Roma, 18 maggio 2009 – È stato firmato oggi a Roma dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Cosimo D’Arrigo e dal Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), Giuseppe Luigi Palma, un Protocollo d’Intesa per accrescere la cultura del benessere e lo sviluppo della qualità della vita in ambito militare.

Una partnership privilegiata per proporre un’offerta organica e qualificata di prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche ai militari – in servizio e in congedo – e loro familiari. Lo scopo è quello di rafforzare le attività di assistenza e protezione sociale realizzate dalla Guardia di Finanza.

“I militari – spiega il Presidente Palma – sono uomini armati che svolgono lavori di grande responsabilità con alti livelli di stress e conseguenze sul piano della salute psicosomatica. Questo attiva processi in grado di alterare progressivamente gli equilibri psicologici e comportamentali dell’individuo compromettendone anche la produttività. È necessario – prosegue Giuseppe Luigi Palma – Continue Reading »

EB10

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eb

La perdita di un figlio, momenti in cui si affacciano le domande più inascoltate e che mai vorremmo porci, “perché è capitato a me?”, ” perché la vita mi mette così a dura prova? cosa devo capire ancora?”

La sofferenza vissuta va attraversata, l’uso che se ne fa nel tempo determina il suo peso. Non va usata per lasciarsi travolgere emotivamente ma al contrario va guardata, compresa e trasformata.

Il lutto di un figlio è il cuore del nostro lavoro,  molte mamme pensano che bisogna superare la prova, ma la verità è che le cose cadono a pezzi. Poi si riuniscono di nuovo per cadere ancora a pezzi. E ‘proprio così, la guarigione viene da lì lasciando spazio affinché tutto questo accada: spazio per il dolore, per il sollievo, per la miseria, per la tenerezza. Ciò che ferisce ci può paralizzare, ma può anche trasformarsi in qualcosa di più potente.

Mi ha molto colpito il modo in cui Sara, cerca di affrontare il suo lutto dando vita ad un nuovo progetto, lì dove la vita si è arrestata improvvisamente, prematuramente.

EB sono le iniziali Elia Barbetti, un giovane pieno di vita, amante dello sport, promessa del calcio, che frequenta il Liceo, amato da famiglia e amici, tanto da meritarsi il soprannome di “Golden Boy”.

Perchè è nata EB10?
Il 15 Ottobre 2015, Elia, in gita scolastica a Milano per visitare l’Expo, durante la notte, si affaccia alla finestra e, per cause ad oggi imprecisate, precipita dal sesto piano, perdendo la vita.

Gli Amici di Elia e della famiglia inondano il web di messaggi, molte persone pongono alla madre, Sara Rabà, la stessa domanda: “Sara, cosa possiamo fare per aiutarti?”.

Sara decide di mantenere vivo il ricordo di Elia convertendo il distruttivo dolore in qualcosa di positivo, creando EB10.

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A Cura della dott.ssa Lucia Recchione

Workshop – L’aborto e la morte perinatale: il sostegno alla famiglia

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La gravidanza è un momento di grande cambiamento nella vita di una donna e della coppia. Il solo fatto di pensare ad una gravidanza è in grado di attivare il percorso della “genitorialità”, durante il quale si sviluppa gradualmente una nuova identità, quella “genitoriale”.

Attorno a questa nuova identità la coppia sperimenta e condivide pensieri, emozioni e sentimenti circa il bimbo desiderato. Quando la gravidanza si interrompe, in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, questo processo viene meno bruscamente, lasciando alla donna e alla coppia il difficile compito di confrontarsi con questo grande scarto tra la realtà e i propri sogni, tra la realtà ed il desiderio di genitorialità.

La perdita di un bambino atteso è un vero e proprio lutto per le persone coinvolte. Un processo comune e normale e al contempo diverso. Mancano le parole addirittura per definire una mamma che perde il proprio figlio. La nostra società non è preparata per affrontare la morte di un bambino, e risponde con un atteggiamento prevalente di silenzio, indifferenza, rifiuto. Oppure rischia di banalizzare il dolore invitando la coppia ad andare avanti e a guardare verso il futuro, lasciando alle spalle velocemente questi brutti ricordi.

Obiettivi formativi

Il workshop presenta un approccio terapeutico al lutto in gravidanza a partire da studi internazionali in merito. Vuole fornire agli operatori che lavorano accanto all’aborto e alla morte perinatale (ginecologi, ostetriche, psicologi etc) una serie di strumenti a supporto delle difficoltà connesse all’intervento in queste situazioni di dolore, lutto, a volte trauma.

Gli strumenti proposti hanno lo scopo di sostenere e migliorare la pratica del professionista da un punto di vista comunicativo, assistenziale e psicologico, con l’atteggiamento di chi prende in carico e quindi accompagna la famiglia nel difficile percorso del lutto e del trauma, senza esserne sopraffatto.

Quando

Sabato 26 Settembre 2015, dalle 09:30 alle 17:30

Lyceum®, Clinica e Formazione, Piazza Almici n° 23, Brescia

A cura della dott.ssa Lucia Recchione

Superare il senso di colpa in 7 passi

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A tutti è successo almeno una volta nella vita di provare un sentimento di colpa. Ci riteniamo colpevoli quando sentiamo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Ma cosa sono i sensi di colpa e come è possibile gestirli affinché non condizionino la nostra vita?

 In generale il senso di colpa indica un malessere profondo collegato a comportamenti, pensieri o sentimenti presenti in noi che sono ritenuti inaccettabili. Ma perchè sono inaccettabili ?

S. Freud ci spiega che il sentimento di colpa deriva dalla introiezione delle norme censorie genitoriali (il famoso Super-Io) che disapprovano specifici comportamenti. Si tratta di una specie codice interno al quale ubbidire in maniera assoluta. In molti casi queste introiezioni hanno a che fare con le regole base per il rispetto reciproco e la buona convivenza tra le persone e, facendo in modo che prevalga il bene comune su quello del singolo, sono utili all’evoluzione della specie umana . Continue Reading »

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