La rabbia è rossa e grande ( Note Psicologiche posted on maggio 6th, 2016 )

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rabbia bambinoSai mamma, oggi nel libro che ha portato L. a scuola ho visto la rabbia. Mamma io non sapevo fosse fatta così la rabbia, tu lo sai mamma di che colore è la rabbia?

Di che colore?

La rabbia è rossa e grande, mi ha raccontato qualche giorno fa mia figlia di 4 anni e mezzo…

Le sue parole mi hanno fatto riflettere, lei non sapeva come era fatta la rabbia eppure la sperimenta, finalmente l’ha vista, si l’ha vista perché la rabbia è quell’emozione che viene tenuta nascosta, viene repressa, viene bandita. Come poteva vederla se intorno tutti siamo pronti a dire basta, non urlare, calmati?

La rabbia del bambino, emozione naturale tra le cinque emozioni primarie, viene vissuta e percepita dai genitori come scomoda e fastidiosa, come qualcosa da allontanare, come un invitato imbarazzante. Le scenate di rabbia risultano molto difficili da accettare per l’adulto che tenta in tutti i modi di mettere uno stop, ma  la rabbia si oppone, urla, scalpita e monta sempre più, ha un suo significato e vuole solo essere ascoltata e vista.

Ed ecco che ti ritrovi nuovamente in quella situazione che non vorresti capitasse mai, soprattutto davanti agli altri, al supermercato, al ristorante al parco, il tuo bambino all’improvviso, per motivi che ti sembrano banali, comincia ad urlare a squarciagola, si dimena, ti dice che sei brutto e cattivo e dentro di te si fanno avanti alcuni sentimenti che a loro volta prendono voce…

“Che imbarazzo, contieniti!” dicono alcuni,

“Non fare scenate, non farti vedere così, farai brutta figura” dicono altri,

“Ora basta!” urlano altri ancora.

La rabbia infatti è vissuta come un’emozione che va tenuta nascosta, che genera effetti  dannosi su di sé e sugli altri quindi meglio stroncarla sul nascere.È vero una rabbia che pervade, che fuoriesce senza freni, può creare terra bruciata intorno in maniera distruttiva, allo stesso modo  una rabbia sedata per lungo tempo può causare sofferenza. Allora che fare? Come approcciarsi ad essa?

Raramente pensiamo a quanto invece può essere utile arrabbiarsi in certe circostanze, trascuriamo cioè gli aspetti adattivi della rabbia. Questa emozione è una forza potente grazie alla quale è possibile reagire ai torti subiti, evitare di incamerare malessere, difendere le proprie idee e il bimbo a modo suo cerca di mettere in atto proprio questo, ma la situazione spesso gli sfugge di mano perché non ha ancora affinato la capacità di gestirla.

QUANDO?

Spesso si presenta quando il bambino non riesce a fare qualcosa che vorrebbe, quando ha ricevuto un no, quando percepisce di  non essere ascoltato, ma anche quando è arrivato al limite della propria tolleranza psicofisica. Sono tipiche le crisi che arrivano quando è ora di andare a letto, all’uscita da scuola o a ridosso dell’ora dei pasti quando la  stanchezza ha raggiunto una soglia alta. Chi di voi non si è trovato ad essere spettatore di vere e proprie cariche esplosive di rabbia che mettono in crisi anche il più serafico dei genitori?

Diciamoci la verità, gestire queste situazioni è faticoso e non sempre si riesce a rimanere calmi come si vorrebbe.

COSA FARE?

Il genitore non dovrebbe vivere queste situazioni critiche come un attacco da parte del bambino, tentare in tutti i modi di far cessare lo stato di rabbia dovrebbe diventare per noi genitori un campanello d’allarme su quanto per primi si è in difficoltà nelle modalità di gestione della propria. Quando il bimbo diventa intrattabile, e la rabbia esplode improvvisamente, non risulta molto produttivo tentare subito di calmarlo, ancora peggio è alzare il tono della voce e intimargli di smetterla.

Occorre aspettare che passi e dare il tempo al bambino di camminare ‘attraverso’ e ‘dopo’ la rabbia. La nostra capacità di attesa è fondamentale quando situazioni critiche innescano la miccia della rabbia nel bambino. La nostra attesa mette in sospensione qualunque azione diretta ad interrompere il vissuto emotivo del bambino e questo gli permetterà di attraversarla.  Solitamente dopo che si è sfogato, il bimbo cerca il genitore e in questo momento, è importante rassicurarlo, coccolarlo e calmarlo. In base all’età, si può poi discutere e spiegare cosa è successo.

E POI…..

E poi c’è un’altra cosa, il bambino arrabbiato non è un bambino cattivo e prepotente, il bambino arrabbiato non è un bambino problematico. E’ un bambino in balia di emozioni che sta imparando a conoscere che non sa ancora bene gestire in autonomia, è un bambino che ha bisogno di vedere che faccia ha la rabbia.

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A cura della dott.ssa Lucia Recchione

 

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