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Come tutte le innovazioni tecnologiche, internet consente sotto molti aspetti un miglioramento della vita delle persone, ma allo stesso tempo rappresenta anche un pericolo per chi non ne sa usufruire in maniera adeguata. Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato l’economia, il nostro modo di lavorare, di studiare, di pensare. E in qualche modo hanno anche cambiato il nostro modo di ammalarci perché hanno dato il via a delle vere e proprie patologie legate ad un uso eccessivo e sbagliato di internet e dei suoi servizi. E’ ormai assodato che l’uso eccessivo di Internet porta progressivamente delle difficoltà soprattutto nell’area relazionale dell’individuo, il quale viene assorbito dalla sua esperienza virtuale, rimanendo “intrappolato” nella Rete

Uno degli studi pionieristici su questo fenomeno è quello di Brenner. Egli condusse un’inchiesta on-line dalla quale risultò che i soggetti riportavano una media di 19 ore a settimana di collegamento ad Internet e oltre dieci segni d’interferenza nel funzionamento della vita quotidiana. L’80% del campione presentava almeno cinque di questi segni, tra cui incapacità di amministrare il tempo, perdita del sonno e dei pasti, etc. Questi numeri fanno pensare che qualche problema correlato all’uso della rete sia normale e non necessariamente imputabile allo sviluppo di una dipendenza.

Se da un lato alcuni autori oppongono ancora resistenze al concetto di dipendenza senza sostanze, altri sostengono oggi di poter parlare a tutti gli effetti di dipendenze comportamentali.

Griffiths sostiene che le dipendenze da prodotti tecnologici, tra cui Internet, condividono con le dipendenze da sostanze alcune caratteristiche essenziali:

Dominanza (salience): L’attività o la droga dominano i pensieri ed il comportamento del soggetto, assumendo un valore primario tra tutti i suoi interessi.

Alterazioni del tono dell’umore: l’inizio dell’attività o l’assunzione della sostanza provoca cambiamenti nel tono dell’umore, il soggetto può esperire un aumento di eccitazione o maggiore rilassatezza come diretta conseguenza dell’incontro con l’oggetto della dipendenza.

Tolleranza: bisogno di aumentare progressivamente la quantità di droga o l’attività per ottenere l’effetto desiderato.

Sintomi d’astinenza: malessere psichico e/o fisico che si manifesta quando s’interrompe o si riduce il comportamento o l’uso della sostanza.

Conflitto: conflitti interpersonali tra il soggetto e coloro che gli sono vicini, e conflitti intrapersonali interni a se stesso, a causa del suo comportamento dipendente.

Ricaduta: tendenza a ricominciare l’attività o l’uso della droga dopo averla interrotta.

La storia ci fornisce da sempre due versioni riguardanti qualunque tipo di scoperta scientifica e forma di progresso: una miracolosa e una apocalittica. Da un lato c’è chi accoglie con entusiasmo il progresso tecnologico vedendo in esso un grande sviluppo sociale, dall’altra c’è chi non può fare a meno di scorgervi terribili insidie per lo sviluppo della società umana.

Internet rappresenta una grande opportunità per chi la sa cogliere e un grande rischio per chi non sa adeguarsi. Allo stesso modo di un medicinale infatti, il rifiuto apriori di un suo utilizzo si può trasformare in pericolosa arretratezza, ma un suo sovradosaggio può diventare un potente veleno.

Kimberly Young, una delle prime autrici che si è interessata a questo fenomeno, conduce una ricerca on-line, allo scopo di valutare l’esistenza di una dipendenza dalla Rete e di studiare i problemi ad essa correlati.

Dalla ricerca risultano 396 soggetti dipendenti e 100 non-dipendenti. L’analisi qualitativa mostra differenze significative nell’uso di Internet da parte dei due gruppi. I soggetti dipendenti, per esempio, spendono otto volte di più delle ore a settimana spese dai non-dipendenti; inoltre i primi tendono ad incrementare progressivamente il tempo di collegamento, al contrario dei secondi. Questo potrebbe essere interpretato come un indicatore della tolleranza che si sviluppa nelle tossicodipendenze. L’autrice nota anche una differenza nelle applicazioni maggiormente utilizzate: i dipendenti preferiscono le chat-rooms ed i giochi di ruolo virtuali, cosiddetti MUD’s, mentre i non-dipendenti usano prevalentemente il servizio di posta elettronica e la ricerca di informazioni tramite WWW.

L’elemento fondamentale che emerge dalla ricerca è comunque che, mentre i normali utenti non riportano interferenze nella vita quotidiana e vedono Internet come una risorsa, i soggetti dipendenti subiscono da moderati a gravi problemi, a causa dell’abuso della Rete. Tali problemi sono di varia natura e si manifestano in diversi ambiti della sfera personale:

– nell’ambito relazionale e familiare. Aumentando progressivamente le ore di collegamento, diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone significative e alla famiglia. Il virtuale acquista un’importanza maggiore della vita reale, dalla quale il soggetto tende ad estraniarsi sempre di più, arrivando anche a trascurare gli oneri domestici. Si riportano addirittura casi in cui madri dimenticano di andare a prendere i figli a scuola e di preparare loro i pasti (Young, 1999). Il matrimonio viene spesso compromesso a causa dei frequenti rapporti amorosi che nascono in Rete e che a volte si concretizzano in vere e proprie relazioni extraconiugali;

nell’ambito lavorativo e scolastico. L’eccessivo coinvolgimento nelle attività di Rete distoglie l’attenzione dal lavoro e dalla scuola. Inoltre i collegamenti esageratamente prolungati, addirittura anche durante le ore notturne, portano allo sconvolgimento del regolare ciclo sonno-veglia e ad una stanchezza eccessiva, che invalida il rendimento scolastico e professionale;

nell’ambito della salute. Numerosi problemi fisici possono insorgere stando a lungo seduti davanti al computer (disturbi del sonno, irregolarità dei pasti, scarsa cura del corpo, mal di schiena, stanchezza degli occhi, mal di testa, sindrome del Tunnel Carpale);

dal punto di vista finanziario. Questi si presentano soprattutto nei casi in cui il soggetto partecipa ad aste, commercio on-line e gioco d’azzardo virtuale.  Un’altra attività che può compromettere la stabilità finanziaria è la fruizione di materiale pornografico: molti siti di questo tipo richiedono il numero della carta di credito all’utente che li vuole visitare.

Le numerose attività che si possono svolgere on-line fanno sì che  non ci  sia una categoria omogenea di disturbi, ma si manifesti sotto varie forme:

Cybersexual Addiction: uso compulsivo di siti dedicati al sesso virtuale e alla pornografia. Le attività di cybersex principalmente svolte sono: flirtare on-line (57%) e l’instaurazione di relazioni amorose (42%), nel 50% dei casi avvengono anche contatti telefonici, mentre solo in minima parte (31%) queste relazioni divengono reali e giungono ad un vero e proprio rapporto sessuale al di fuori della Rete (Young, 1999).

Cyber-Relational Addiction: la tendenza ad instaurare relazioni amicali o amorose con persone incontrate on-line. Le applicazioni maggiormente utilizzate da questi soggetti saranno quindi le e-mail, ma soprattutto le chat ed i newsgroup. Progressivamente le relazioni virtuali divengono più importanti di quelle reali ed il soggetto si isola, vivendo in un mondo parallelo, popolato da persone idealizzate.

Net Compulsions: i tre principali comportamenti compulsivi che si possono mettere in atto tramite Internet sono: gioco d’azzardo, partecipazione ad aste on-line, commercio in Rete. Queste attività hanno diverse caratteristiche in comune: la competizione, il rischio ed il raggiungimento di una immediata eccitazione.

Information Overload: la ricerca di informazioni tramite la “navigazione” sul World Wide Web. Il bisogno di reperire informazioni sta diventando un problema per molte persone.

Computer Addiction: la tendenza al coinvolgimento in giochi virtuali, come per esempio giochi di ruolo interattivi in cui il soggetto partecipa costruendosi un’identità fittizia. L’anonimato consente di esprimere se stessi liberamente e di inventare dei personaggi che sostituiscono la vera personalità dell’individuo. E’ come nel teatro greco: gli attori indossano delle maschere per interpretare vari personaggi, che poi si toglieranno una volta scesi dal palco scenico. Su Internet si possono sperimentare sé alternativi e costruirsi una vita parallela, che può essere così coinvolgente e gratificante da assumere un’importanza addirittura maggiore di quella reale. Il soggetto vive così una sorta di sdoppiamento, intrappolato nel bisogno di uscire dalla propria vita quotidiana per trasformarsi nel personaggio virtuale, sul quale proietta tutti i suoi desideri e le sue illusioni (Oliverio Ferraris e Malavasi, 2001).

Alla luce di questa breve trattazione è possibile osservare che la Rete possiede caratteristiche allettanti in particolare per quei soggetti con scarsa autostima o con difficoltà relazionali: la dimensione dell’anonimato, che favorisce la disinibizione, la possibilità di trovare supporto sociale on-line e di creare identità parallele a quella reale, possono facilmente rappresentare fattori di rischio per lo sviluppo di una vera e propria dipendenza da Internet.

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A cura della dott.ssa Lucia Recchione