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Sono tante e diverse, le parti che le donne recitano in amore, nella coppia e con se stesse. Questi i diversi copioni sentimentali rilevati dal libro “ gli errori delle donne in amore” di Giorgio Nardone: la fata, colei che cerca il principe azzurro, la bella addormentata, la baciatrice di rospi, la seduttrice, l’amazzone, la camaleontica, la strega, la braccatrice, la crocerossina, la dilagante, la moralista, la manger, la traghettatrice, la nave – scuola, la leccatrice di ferite e penelope.

Questo articolo nasce proprio dalla riflessione nata in me, subito dopo aver chiuso l’ultima pagina di  quel libro. La mia mente si è affollata di tutta una serie di ricordi, maturati negli anni, relativi all’ incontro e al confronto con l’universo femminile costituito da tutte le donne che ho incontrato nella mia vita…. amiche, colleghe, pazienti, sorelle, conoscenti e sull’osservazione delle loro dinamiche amorose e sentimentali e soprattutto sulla straordinaria capacità delle donne di complicarsi la vita.

Emergono chiaramente, nelle dinamiche amorose delle donne, una serie di copioni comportamentali che vengono interpretati e che vengono replicati di continuo. Non si tratta di modelli di patologia, ma di strategie di azione acquisite attraverso le esperienze personali di ognuna di loro che inizialmente hanno una buona efficacia, ma poi col tempo diventano modalità rigide…… e da funzionali si trasformano in disfunzionali generando le sofferenze amorose.

L’intento è di offrire, prendendo spunto dal libro in questione, un panorama dei diversi copioni comportamentali e delle trappole relazionali insite in ognuno di essi che le donne sono così brave a costruire fino a diventarvi prigioniere. I copioni sono basati sulla complementarietà disfunzionale tra i partner della relazione amorosa, e non sulla ricerca del colpevole. Per cui parlare alle donne dei loro “errori” non significa accusarle dei loro disastri sentimentali, ma ritenerle in grado di usare le proprie risorse per attuare un cambiamento costruttivo all’interno della relazione di coppia.

In questa prima parte analizzeremo i primi 3 copioni.

 

LA FATA: Bella, brava, buona, sempre motivata dalle migliori intenzioni, affascinante e sempre disponibile con tutti, di successo negli studi e nella professione. Questa è la fata contemporanea, all’apparenza quasi perfetta. Ma anche una donna con tutte queste qualità caratteriali, incappa in drammatici errori sentimentali. Infatti come ogni medicina in sovraddosaggio si trasforma in veleno, anche l’essere adorabile per la fata, può trasformarsi in una pozione letale. Il limite del suo agire è rappresentato dalla difficoltà a dare inizio e a mantenere una dinamica conflittuale con l’altro. Tende a voler superare i contrasti a qualunque costo, anche quando questo è deleterio per il rapporto stesso. Alla luce di ciò riesce a passare sopra qualunque sopruso o torto perché per lei l’esigenza primaria è di conservare la serenità, perché come nelle fiabe tutto deve avere un lieto fine. Ma spesso lei incappa in partner complementari, il modello di uomo che più le si lega non è certo un pacifico mago, ma per lo più una persona scorretta e non mossa dalle migliori intenzioni. La fata sarà massacrata da colui che contrapporrà alle sue buone maniere, modi di fare diametralmente opposti. E se anche in base all’esperienza, la fata dovesse accorgersi che il mondo è fondamentalmente malvagio, difficilmente riuscirà ad acquisire un pò di sana cattiveria. Di fronte a questa consapevolezza scatta in lei il volersi tramutare nel suo contrario, ma sarà difficile per lei diventare acida e aggressiva, l’unica possibilità che ha è di divenire “strega nei sensi”, invece che nei comportamenti. Ma la perdita delle qualità primigene, se non accompagnata da una reale capacità di gestire l’altrui cattiveria, sarà una mera operazione che condurrà comunque alla rovina la nostra fata e questa volta anche con buone ragioni a sostegno di chi la ritiene colpevole.

 

COLEI CHE CERCA IL PRINCIPE AZZURRO: E’ una donna con un’elevata stima di sé, sia come bellezza che intelligenza che per capacità sociali e proprio per questo si ritiene all’altezza di poter puntare in alto. La sua tragedia è che se già in passato di principi azzurri ce n’erano ben pochi, oggi sono una rarità, la ricerca per lei sarà davvero un’impresa titanica e difficile da realizzare, tanto che dopo un po’ si adagia e rinuncia, imponendosi di accontentarsi del “meno peggio”. Questa scelta diventa per lei una condanna auto inflitta ad una vita senza slanci amorosi pur di evitare la solitudine. Ma al primo mantello azzurro che si vedrà passare accanto, la passione per il principe si riaccenderà  in maniera inarrestabile. Il desiderio di accaparrarselo diviene prorompente. Farà di tutto per sedurlo, ma il più delle volte non ci riesce, rimanendo ancora più vittima della sua frustrazione, oppure ci riesce ma si rende ben presto conto che l’azzurro e il principe erano solo nella sua percezione, e alla frustrazione si sostituisce la delusione. La variante del copione è rappresentata da quelle donne che ritengono di averlo trovato, ma che nella maggioranza dei casi, hanno una percezione alterata in anticipo. Difatti la tragedia per loro arriva quando ben presto si disilludono e si accorgono che il principe è bello, buono e bravo, ma incapace di dare loro i brividi, così da uomo fascinoso, si trasforma in compagno insopportabile e appiccicoso. Lei finirà ben presto nelle braccia di un classico farabutto, con il quale i brividi non mancheranno. Non troppo di rado la donna butta all’aria tutta la sua vita per inseguire e trasformare l’uomo ingestibile che ha travolto i suoi sensi.

 

LA BELLA ADDORMENTATA: Lei è di buona famiglia, colta ma non superintellettuale. Tutto in lei è improntato alla pacatezza di chi sa aspettare, ed è proprio l’attesa il leitmotiv di questa donna….è in continua attesa del cavaliere che la possa svegliare con un caldo bacio. Non ha fatto però i conti con la scomparsa del cavaliere e l’attesa del risveglio il più delle volte si prolunga tanto da divenire insopportabile. Così in assenza del cavaliere si accontenta del “bravo” ragazzo conosciuto a scuola o amico di famiglia, e in questo modo decreta per se stessa una resa amorosa.Viene a formarsi così una coppia di due “bravi e buoni” che si adegua a tutte le regole familiari e sociali e porta avanti un rapporto senza picchi né baratri. Tutto sembra bilanciato, ma basta che la bella addormentata incontri anche casualmente un uomo che risvegli in lei i sensi, che si trasforma in un uragano. La sua pacatezza si trasforma nel contrario. A questo punto non si trattiene più……è disposta a tutto per ottenere l’oggetto del suo desiderio. Adulterio e trasgressioni diventano per lei qualcosa di legittimo. Si tratta per lo più di donne sulla quarantina, dal tardivo risveglio passionale che non esitano a mandare a pezzi quanto costruito, per inseguire fuori tempo, la realizzazione di desideri troppo a lungo frustrati. Spesso però pur concedendosi tutto ciò, la bella che non è più addormentata, non trova la felicità e si innesca in lei la ricerca dell’uomo che non c’è. L’epilogo è che per mettere fine alla sua vana ricerca ritorna sui suoi passi, riprendendoal suo fianco  un uomo rassicurante e protettivo e tornando alla pacata e tiepida realtà.

Nel prossimo articolo  (II Parte) : La baciatrice di rospi, la seduttrice, l’amazzone, la camaleontica.

 A cura della dott.ssa Lucia Recchione

I contenuti dell'articolo sono tratti da
"Gli errori delle donne (in amore)" , Giorgio Nardone