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Riparto con la trattazione dei copioni in amore e di come essi, se estremizzati, possono divenire una trappola sentimentale. Ricorrendo ad un’analogia teatrale: così come per un attore noto e di successo, la beffa peggiore è quella di essere relegato ad un solo personaggio (ruolo che gli riesce così bene da essergli continuamente richiesto impedendogli di mostrare la sua capacità di saper recitare anche altre parti), nello stesso modo la donna può appiattirsi sul copione amoroso e sentimentale che più l’ha premiata e ne diviene pian piano prigioniera. L’attore che vuole uscire da quel singolo personaggio, si impegna a recitarne di nuovi, imponendoli al suo pubblico, fino a che, grazie ad un nuovo successo, gli verrà riconosciuta la capacità di recitare più parti, riuscendo a liberarsi dalla gabbia del suo personaggio. Allo stesso modo la donna dovrebbe impegnarsi ad interpretare copioni sentimentali diversi, aggiungendo differenti modalità di relazione con l’altro sesso per ridurre la staticità del copione divenuto principale. I copioni che approfondiremo oggi sono: la strega, la braccatrice, la crocerossina e la dilagante.

LA STREGA: in antitesi alla Fata, fa della volgarità e dell’aggressività il marchio del suo stile di vita e del relazionarsi con l’altro sesso. Nonostante ciò riesce ad esercitare un potere d’attrazione verso l’uomo, pari, se non superiore a quello della Fata…come mai? …Beh…gioca un ruolo importante, la sua tendenza a concedersi in modo davvero trasgressivo,esibendo con tranquillità i propri vizi  e tenendo lontane le virtù. La trasgressione è il suo tratto dominante e questo la rende ancora più appetibile ai maschi in cerca di sensazioni forti. Talvolta, si unisce invece ad uomini inibiti che nelle loro morigerate relazioni di coppia non sono mai riusciti a tirar fuori e ad esprimere le fantasie più nascoste. La netta prevalenza delle relazioni della donna-strega, si muove nell’ambito dell’occasionalità, del superamento dei limiti e dell’eccesso. Il suo apparente successo si trasforma però in tragedia quando si trova ad essere rifiutata da tutti. Lo scatto decisivo per lei può avvenire solo se riesce ad abbandonare lo stile troppo trasgressivo, magari sposandosi e mettendo su famiglia, affiancandosi ad un partner moralista e trasformandosi in una delle bacchettone più accanite. Questa è la via di uscita più frequente che la donna-strega intraprende.

LA BRACCATRICE: è un copione tra quelli più moderni ed attuali, lei si muove con assoluta continuità alla ricerca dell’uomo giusto con il quale mettere su famiglia. E’ rapita da una smania irrefrenabile, si comporta come un animale predatore sempre a caccia fino a che non trova la sua preda. Ciò che può cambiare è lo stile della caccia: aggressivo, diretto, indiretto, sottile o con espedienti complessi. Per ottenere quello che vuole è disposta a tutto e spesso l’amicizia con altre donne è solo strategica. Tanto che, una volta creata la propria relazione amorosa, attiva un isolamento protettivo del proprio uomo (lo tiene letteralmente in gabbia) nei confronti delle altre donne per il timore di una possibile seduzione del partner appena conquistato. La donna che ha fatto suo questo copione è molto tentennante, ha bisogno di una tana rassicurante dove tenere la preda ben salda e nascosta. Pertanto ci si ritrova di fronte a donne estremamente gelose che vedono in ogni altra “lei” una pericolosa rivale. Questa smania di costruirsi un rapporto sentimentale sicuro, non permette un’adeguata selezione del partner ideale: la braccatrice si accontenta facilmente pur di mettere a freno la sua frenesia, non ha la forza e la pazienza di aspettare per trovare qualcosa di più gustoso da assaporare. Sull’altare della sicurezza viene quindi sacrificato la realizzazione di un legame sentimentale davvero felice.

LA CROCEROSSINA: chi non ne ha mai sentito parlare? È una donna profondamente altruista e pronta ad aiutare gli altri, e questo è il tratto essenziale della sua esistenza. In realtà lei necessita sempre di qualcuno da curare, ha bisogno sempre di un malato di cui occuparsi. Solitamente sono donne poco attente alla cura del proprio corpo e alla propria femminilità. La relazione che si instaura con l’uomo è quella di infermiera-degente, il rischio più grande è che il partner, una volta guarito dai suoi mali interiori, si allontana da lei e ogni necessità del suo aiuto decade. Il paradosso per questa donna consiste nel fatto che quando la missione di curare l’altro raggiunge il suo scopo, tutto dà l’idea di perfezione facendo pensare che la dinamica amorosa ne uscirà felicemente rafforzata, ma al contrario si osserva un decadimento del legame e della passione. Ad un certo punto quel legame non svolge più nessuna funzione, una volta finito il malanno, la crocerossina si ritrova senza il suo ruolo con tutti gli effetti negativi del caso, dal vissuto di abbandono del partner, alla ricerca di un nuovo malato da accudire. Il suo destino è quello di doversi prendere cura di qualcuno, ma affinchè si mantenga la dinamica amorosa, l’altro deve migliorare ma non guarire, anzi, meglio se il soggetto ha ripetute ricadute, in modo da permettere alla crocerossina di rafforzare i suoi slanci amorosi.

LA DILAGANTE: è proprio una donna che appare come un fiume in piena che trascina e travolge con sé tutto ciò che incontra nel suo potente fluire. Sprizza energia da ogni poro, bella, calda nelle relazioni, molto sensuale, la dilagante conoscendo bene le sue doti, possiede un’autostima fin troppo elevata, alimentata dal successo personale e professionale. È spesso stimata e apprezzata da tutti, altrettanto spesso è però fortemente invidiata per i suoi continui successi. I problemi per questo tipo di donna si presentano nella relazione con i partner, se all’inizio gli slanci amorosi sono così esplosivi da renderla sempre la più desiderabile tra le amanti, andando avanti col rapporto, quando l’equilibrio della coppia richiede un certo bilanciamento, la sua esuberanza rende le cose difficili. A questo punto diventa difficile per la dilagante fermare il suo fluire per lasciare spazio all’altro di esprimersi senza essere travolto o continuamente corretto. Il partner si trova ad essere soffocato dall’energica presenza della donna dilagante e comincia a sviluppare un irrefrenabile impulso al distacco, effetto che lei non si aspetta. Se poi il partner dichiara esplicitamente il suo rifiuto dandone adeguate spiegazioni, lei si trasforma in accusatrice dell’altrui incapacità di comprendere le sue buone motivazioni. In realtà in lei non c’è il desiderio di sottomettere, né di soffocare il partner come capita invece con la donna Seduttrice e con la donna Amazzone, ma di stimolarlo. Ma gli esiti del suo dilagare sono contrari ai suoi intenti. Solitamente la relazione si interrompe tra le accuse reciproche. Il problema principale della dilagante è di non riuscire a tenersi un uomo, a meno che accetti di unirsi ad un partner debole e sottomesso che sia complementare alla sua incontenibile energia e che ami essere continuamente educato e corretto. In questo caso però la donna si ritrova a fare i conti con la costante frustrazione di non avere l’uomo che meriterebbe.

Nel prossimo articolo: la moralista, la manager, la traghettatrice, la nave-scuola.

A cura della dr.ssa Lucia Recchione

I contenuti dell’articolo sono tratti da

 ”Gli errori delle donne (in amore)”  , Giorgio Nardone, Ponte delle Grazie

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