Category Archive:MONDO PSY

Le maschere che svelano ( Note Psicologiche posted on febbraio 8th, 2016 )

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maschere psicologia“Ogni uomo mente, ma dagli una maschera e sarà sincero”, diceva Oscar Wilde.

Solitamente pensare ad una maschera ci rimanda all’idea che serva a celare, nascondere e coprire, ma se la guardiamo da un altro punto di vista, più introspettivo, possiamo accorgerci che la maschera può svelare, rivelare e manifestare, e può essere, in tal senso,  una fonte preziosa per stimolare  l’auto-osservazione.

Il carnevale ha la funzione di liberarci per alcuni giorni dalla norma quotidiana e ci permette di sperimentare una parte di noi più libera e giocosa. E poi c’è la Maschera, che scegliamo accuratamente, e che utilizziamo per dare una forma specifica a questa parte di noi, un modo per rompere ruoli e convenzioni. Essere mascherati ci permette di essere altro da sé, essere ciò che facciamo fatica ad esternare nella quotidianità.

Tutto si può capovolgere in questi giorni festosi.  E’ un rito di passaggio tra un tempo che finisce e un tempo che inizia, in cui tutte le regole svaniscono. Attraverso il carnevale siamo invitati a nascere nuovamente, simbolicamente. Indossare una maschera nuova ci permette di spingerci in territori inesplorati, aprirci a nuove possibilità e percorrere strade che nella vecchia veste non sarebbero state possibili.

Il mascheramento è importante e benefico, perché ci mette in condizione di vivere in forma ludica e non rischiosa gli aspetti del sé che normalmente sono respinti o sopiti. Ci porta nel mondo  del “come se..”

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A cura della dott.ssa Lucia Recchione

Superare il senso di colpa in 7 passi ( Note Psicologiche posted on marzo 16th, 2015 )

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A tutti è successo almeno una volta nella vita di provare un sentimento di colpa. Ci riteniamo colpevoli quando sentiamo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Ma cosa sono i sensi di colpa e come è possibile gestirli affinché non condizionino la nostra vita?

 In generale il senso di colpa indica un malessere profondo collegato a comportamenti, pensieri o sentimenti presenti in noi che sono ritenuti inaccettabili. Ma perchè sono inaccettabili ?

S. Freud ci spiega che il sentimento di colpa deriva dalla introiezione delle norme censorie genitoriali (il famoso Super-Io) che disapprovano specifici comportamenti. Si tratta di una specie codice interno al quale ubbidire in maniera assoluta. In molti casi queste introiezioni hanno a che fare con le regole base per il rispetto reciproco e la buona convivenza tra le persone e, facendo in modo che prevalga il bene comune su quello del singolo, sono utili all’evoluzione della specie umana . (altro…)

Quando qualcuno dà voce ad un dolore: La ricerca di Martina ( Note Psicologiche posted on giugno 19th, 2013 )

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Tema centrale del nostro lavoro di equipe, formato da Psicologhe e Psicoterapeute operanti su Roma, Milano, Como e Cagliari è il desiderio di diffondere attivamente la cultura del sostegno psicologico rivolto alle donne che affrontano un aborto spontaneo o una perdita perinatale.

Dal 2011 è attivo in queste città lo sportello gratuito “ A Braccia Vuote” che nasce dalla triste consapevolezza di una scarsità di servizi psicologici pensati e rivolti esclusivamente a questo tema.

Il 15-25% delle gravidanze si interrompe spontaneamente nel primo trimestre e ogni anno in Italia circa 2 gravidanze su 100 si concludono con una morte perinatale. Ma nonostante tutto è raro parlare di questo dolore, ancora è difficile capire il perchè, ma è un dolore che la società si ostina a non considerare, e quando non viene ignorato allora viene immediatamente minimizzato. Tutto il conforto che la donna riceve consiste in frasi che spesso la fanno sentire peggio “ per fortuna eri incinta di pochi mesi”, “su, capita a tante donne è normale”, “ avrai altri bambini”. Così al dispiacere si aggiunge la devastante consapevolezza di non essere comprese, ci si sente sole. Sole con un dolore che il resto del mondo, e a volte anche chi le è vicino, non riconosce e quindi non accoglie.

Nonostante sia un tema sommerso e sofferto, c’è nelle nuove generazioni un’attenzione a questo disagio (sta cambiamdo qualcosa??). Con grande entusiasmo infatti, siamo venuti a conoscenza di un piccolo lavoro svolto da una studentessa al quinto anno del liceo socio psico pedagogico di Varese, sul tema dell’aborto spontaneo. Questa giovane ragazza (Martina) ha raccolto le testimonianze di 31 donne, ha dato loro ascolto ha ricavato dai dati (seppur non rappresentativi) con l’intento di poter condividere e rendere nota la sofferenza che si nasconde dietro questo tipo particolare di perdita prematura. (altro…)

A Braccia Vuote ( Note Psicologiche posted on marzo 17th, 2011 )

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Questo articolo nasce dal desiderio di diffondere la cultura del sostegno psicologico  rivolto alle donne che affrontano un aborto spontaneo o una perdita perinatale. Nasce dalla lettura del libro “Quando l’attesa si interrompe” di Giorgia Cozza (link in bibliografia), da cui i contenuti, che ho ritenuto più significativi, sono stati estrapolati e riportati di seguito.

Quello della gravidanza è un tempo privilegiato, unico, speciale, un tempo in cui la donna si apre alla vita, al dono, al futuro. Con quel test positivo il sogno ha inizio, un sogno fatto di aspettative e fantasie, di un amore mai provato. Il bambino cresce nel grembo materno, ma soprattutto cresce nella sua mente.

Quando intervengono complicazioni che portano ad un aborto spontaneo, questo enorme progetto dedicato alla creazione della vita subisce una brusca interruzione, la vita non si realizza, il processo si blocca in modo del tutto inatteso, e il sogno, il progetto, resta incompiuto.

Non c’è battito, l’attesa si è interrotta. Sono tante le donne che hanno dovuto sentire questa frase, poche parole, pesanti come macigni. Per quanto in teoria tutti sappiamo che l’aborto spontaneo è un evento purtroppo non raro, non si è mai davvero preparati ad una notizia del genere. Ci si scontra con il fatto che le fantasie, le aspettative non si realizzeranno più e il tempo della gioia si trasforma all’improvviso in tempo dello smarrimento, della delusione e del dolore. L’innaturalità di questo evento lo rende ancora più complesso, poiché laddove ci si aspetta la vita ci si scontra con la morte. Il 15-25% delle gravidanze (altro…)

Quando un gesto d’amore diventa persecuzione: lo stalking ( Note Psicologiche posted on marzo 2nd, 2011 )

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Il termine stalking deriva dall’inglese “to stalk” che vuol dire inseguire, appostarsi durante la caccia, ed è utilizzato per indicare una sistematica violazione della libertà personale. Comprende un vasto campionario comportamentale che va dalle telefonate, lettere anonime, sms, pedinamenti ossessivi, inseguimenti ecc. La modalità più diffusa è la telefonata, ma sono in aumento anche gli sms e il cyberstalking ovvero attraverso le chat

CHI E’ LO STALKER?: Può essere qualcuno che conosciamo bene come un ex partner, o che abbiamo conosciuto occasionalmente come un vicino di casa o uno sconosciuto magari incontrato al supermercato.

LE MOTIVAZIONI DELLO STALKER: lo stalker ha desiderio di avvicinare una persona da cui si sente ossessionato, vuole recuperare il partner perso, vuole cominciare una nuova relazione, vuole vendicarsi. Sperimenta un forte bisogno di relazionarsi, è immaturo emotivamente, egocentrico, sente una forte esigenza di riconoscimento e attenzione, spesso è preda dei suoi impulsi.

Alcuni studi compiuti su questo fenomeno (Mullen P. E. & al., 2000) hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking: La prima tipologia comprende le comunicazioni intrusive, che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, sia relativi a stati affettivi amorosi che a vissuti di odio, rancore o vendetta. (altro…)

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