Ambientamento al nido: che ansia! ( Note Psicologiche posted on settembre 4th, 2016 )

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ambientamento a scuolaI nostri piccoli si avviano verso la sperimentazione e la scoperta di un nuovo mondo e di nuove relazioni, sappiamo in cuor nostro che si tratta di un passaggio che va vissuto ed attraversato, ma la spinta che sentiamo è quella di “rimandare”, facciamo fatica ad accettare serenamente questo momento evolutivo.

Cosa rende così difficile l’inserimento al nido?

Di fatto rappresenta la prima vera separazione tra madre e bambino un passaggio di crescita per entrambi.

L’ansia delle mamme è legata al pensiero che i bisogni e le esigenze del bambino non vengano compresi, oltre che a sentimenti di colpa e dubbi sulla scelta di portarlo “così presto” a scuola. Ma la gradualità dell’ambientamento serve anche a questo, per trasferire tali conoscenze alle educatrici, affinché possano occuparsi al meglio del nostro bambino e a rasserenare noi su tali pensieri.

La fiducia verso la struttura è infatti fondamentale, ovviamente non si può pretendere che sia immediata e totalizzante, ma il periodo dell’inserimento offre anche la possibilità di costruirne le basi. È importate generare un “flusso di simpatia” tra noi, le educatrici e la struttura .  Il bambino ha necessità di sentire che ci fidiamo, che lo stiamo accompagnando in un posto sicuro. Diversamente si chiederebbe perché mai mamma ci sta portando in un luogo che lei per prima teme o di cui non si fida affatto.

Cominciamo con il pensare che è normale e fisiologico che il bimbo manifesti una piccola resistenza verso una situazione nuova e che il genitore può aiutarlo a superarla e a vivere serenamente questa nuova esperienza con dei piccoli e utili accorgimenti.

Cosa possiamo fare? E come? (altro…)

Mamma a chi vuoi più bene? ( Note Psicologiche posted on giugno 11th, 2016 )

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gelosia tra fratelliQuando la mia primogenita di quasi tre anni, venne per la prima volta a conoscere chi abitava il mio pancione, era emozionata e curiosa, non aveva ancora ben chiaro chi stesse per incontrare, per lei sua sorella era invisibile, era chiusa “li’ dentro”, non aveva sembianze definite. Ed ecco che osservò attentamente il monitor ed esclamò ad alta voce “ ma chi è quella?”. Il dottore le rispose “ è la concorrenza”.

In quell’istante mi chiesi, di che concorrenza si tratta realmente? di cosa avrà più bisogno la mia bambina? Riuscirò a dedicarle tutto il tempo che le dedico adesso? Avrò lo spazio per chiacchierare e giocare con lei quando sua sorella sarà nata? Sarà una concorrenza su elementi concreti o emotivi?

La risposta l’ho scoperta più avanti, quando la sorella è arrivata tra noi. Era più semplice di ciò che potessi immaginare ed era decisamente alla mia portata, alla portata di tutte le mamme e papà.

Ciò di cui ha bisogno un bambino che diventa fratello/sorella maggiore non riguarda i tempi, gli spazi e i privilegi esclusivi, ma è sapere di poter contare sull’amore che la mamma provava per lui quando era figlio unico e che tale amore è rimasto immutato e rimarrà tale per sempre.

Vista così la gelosia tra fratelli mette meno paura.

“Mamma a chi vuoi più bene?” È una domanda che la primogenita continua a pormi (altro…)

La rabbia è rossa e grande ( Note Psicologiche posted on maggio 6th, 2016 )

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rabbia bambinoSai mamma, oggi nel libro che ha portato L. a scuola ho visto la rabbia. Mamma io non sapevo fosse fatta così la rabbia, tu lo sai mamma di che colore è la rabbia?

Di che colore?

La rabbia è rossa e grande, mi ha raccontato qualche giorno fa mia figlia di 4 anni e mezzo…

Le sue parole mi hanno fatto riflettere, lei non sapeva come era fatta la rabbia eppure la sperimenta, finalmente l’ha vista, si l’ha vista perché la rabbia è quell’emozione che viene tenuta nascosta, viene repressa, viene bandita. Come poteva vederla se intorno tutti siamo pronti a dire basta, non urlare, calmati?

La rabbia del bambino, emozione naturale tra le cinque emozioni primarie, viene vissuta e percepita dai genitori come scomoda e fastidiosa, come qualcosa da allontanare, come un invitato imbarazzante. Le scenate di rabbia risultano molto difficili da accettare per l’adulto che tenta in tutti i modi di mettere uno stop, ma  la rabbia si oppone, urla, scalpita e monta sempre più, ha un suo significato e vuole solo essere ascoltata e vista.

Ed ecco che ti ritrovi nuovamente in quella situazione che non vorresti capitasse mai, soprattutto davanti agli altri, al supermercato, al ristorante al parco, il tuo bambino all’improvviso, per motivi che ti sembrano banali, comincia ad urlare a squarciagola, si dimena, ti dice che sei brutto e cattivo e dentro di te si fanno avanti alcuni sentimenti che a loro volta prendono voce…

“Che imbarazzo, contieniti!” dicono alcuni,

“Non fare scenate, non farti vedere così, farai brutta figura” dicono altri,

“Ora basta!” urlano altri ancora.

La rabbia infatti è vissuta come un’emozione che va tenuta nascosta, che genera effetti  dannosi su di sé e sugli altri quindi meglio stroncarla sul nascere. (altro…)

Le maschere che svelano ( Note Psicologiche posted on febbraio 8th, 2016 )

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maschere psicologia“Ogni uomo mente, ma dagli una maschera e sarà sincero”, diceva Oscar Wilde.

Solitamente pensare ad una maschera ci rimanda all’idea che serva a celare, nascondere e coprire, ma se la guardiamo da un altro punto di vista, più introspettivo, possiamo accorgerci che la maschera può svelare, rivelare e manifestare, e può essere, in tal senso,  una fonte preziosa per stimolare  l’auto-osservazione.

Il carnevale ha la funzione di liberarci per alcuni giorni dalla norma quotidiana e ci permette di sperimentare una parte di noi più libera e giocosa. E poi c’è la Maschera, che scegliamo accuratamente, e che utilizziamo per dare una forma specifica a questa parte di noi, un modo per rompere ruoli e convenzioni. Essere mascherati ci permette di essere altro da sé, essere ciò che facciamo fatica ad esternare nella quotidianità.

Tutto si può capovolgere in questi giorni festosi.  E’ un rito di passaggio tra un tempo che finisce e un tempo che inizia, in cui tutte le regole svaniscono. Attraverso il carnevale siamo invitati a nascere nuovamente, simbolicamente. Indossare una maschera nuova ci permette di spingerci in territori inesplorati, aprirci a nuove possibilità e percorrere strade che nella vecchia veste non sarebbero state possibili.

Il mascheramento è importante e benefico, perché ci mette in condizione di vivere in forma ludica e non rischiosa gli aspetti del sé che normalmente sono respinti o sopiti. Ci porta nel mondo  del “come se..”

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A cura della dott.ssa Lucia Recchione

Non solo Diabete ( Note Psicologiche posted on febbraio 3rd, 2016 )

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image2Segnalo una preziosa ed innovativa risorsa sul territorio romano: “Non solo Diabete” con sedi in zona Parioli, Trieste e Ciampino.

La diagnosi di diabete, così come accade per ogni altra malattia cronica,  può essere vissuta come un evento traumatico ed imprevedibile, che rompe l’equilibrio della persona causando cambiamenti repentini dello stile di vita. Il servizio nasce per offrire  sostegno psicologico e informativo a chi si imbatte in questa patologia.

Attività svolte presso lo “Sportello Diabete

INFORMAZIONE: Incontri gratuiti di informazione

PSICOEDUCAZIONE: Percorsi individuali e di gruppo di counseling psicoeducazionale alla gestione della malattia (altro…)

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