Onda di Luce – 15 ottobre ( Note Psicologiche posted on ottobre 14th, 2016 )

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onda-di-luceIn tutto il mondo Ottobre è il mese del ricordo e della consapevolezza sulla morte in gravidanza e dopo il parto.

In particolare, il 15 Ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza, durante la quale accendendo una candela in memoria di tutti i bambini, si darà vita all’ Onda di Luce.

L’ Onda di Luce è l’evento che accomuna tutte le iniziative del BabyLoss Awareness Day. Si svolge a partire dalle 19:00 (ora locale) e unisce tutti i paesi del mondo. Avrà inzio in Australia, paese che avvia l’onda di luce alle 19:00 locali, da lì, al cambio di ogni fuso orario, l’onda di luce si propaga di continente in continente, di stato in stato, avvolgendo tutto il mondo.
L’Onda di Luce nasce da una idea delle associazioni inglesi e si basa su questo pensiero di condivisione “se in tutto il mondo ogni partecipante accende una candela alle ore 19 locali e la mantiene accesa per un’ora, per tutta la giornata del 15 Ottobre un’onda di luce attraverserà il globo, illuminandolo progressivamente, un fuso orario dopo l’altro”.
L’obiettivo principale del BabyLoss Awareness Day è infatti “fare luce” sul tabù della morte in gravidanza e dopo la nascita.

E’ un modo simbolico per sentirsi idealmente uniti con molte altre persone nel mondo, accomunate dalla perdita del proprio bambino, lutto che solitamente invece di unire tende ad  isolare e ad emarginare.

Scopo della giornata è quello di informare e sostenere chiunque (altro…)

La relazione tra fratelli tra conflitti e amore ( Note Psicologiche posted on ottobre 5th, 2016 )

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conflitto-tra-fratelliSegnalo un’interessante risorsa gratuita sul territorio romano. Un incontro dedicato ai genitori per comprendere le complesse trame relazionali del legame tra fratelli.

Per individuare modi efficaci di sostenere i propri figli nella costruzione del legame fraterno e in particolare apprendere come e quando intervenire nei conflitti tra loro.

Destinatari: genitori di bambini da 0-10 anni

Data: 23 ottobre 2016 ore 16,00 -18,00

Costo: incontro gratuito

Modalità di iscrizione: iscrizione obbligatoria da effettuare presso la segreteria dell’associazione (per un massimo di 18 partecipanti)

Sede: Associazione il Mago di Oz Onlus, Via Cesare Pascucci, 63 00124 Roma (Zona Infernetto)

Recapiti: tel 06.50933740 –  Email [email protected] –  sito internet www.ilmagodioz.com

Conduttori: dott.ssa Ruena Ventimiglia Psicologa-Psicoterapeuta, dott.ssa Lucia Taddeo Psicologa-Psicoterapeuta

A cura della dott.ssa Lucia Recchione

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Ambientamento al nido: che ansia! ( Note Psicologiche posted on settembre 4th, 2016 )

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ambientamento a scuolaI nostri piccoli si avviano verso la sperimentazione e la scoperta di un nuovo mondo e di nuove relazioni, sappiamo in cuor nostro che si tratta di un passaggio che va vissuto ed attraversato, ma la spinta che sentiamo è quella di “rimandare”, facciamo fatica ad accettare serenamente questo momento evolutivo.

Cosa rende così difficile l’inserimento al nido?

Di fatto rappresenta la prima vera separazione tra madre e bambino un passaggio di crescita per entrambi.

L’ansia delle mamme è legata al pensiero che i bisogni e le esigenze del bambino non vengano compresi, oltre che a sentimenti di colpa e dubbi sulla scelta di portarlo “così presto” a scuola. Ma la gradualità dell’ambientamento serve anche a questo, per trasferire tali conoscenze alle educatrici, affinché possano occuparsi al meglio del nostro bambino e a rasserenare noi su tali pensieri.

La fiducia verso la struttura è infatti fondamentale, ovviamente non si può pretendere che sia immediata e totalizzante, ma il periodo dell’inserimento offre anche la possibilità di costruirne le basi. È importate generare un “flusso di simpatia” tra noi, le educatrici e la struttura .  Il bambino ha necessità di sentire che ci fidiamo, che lo stiamo accompagnando in un posto sicuro. Diversamente si chiederebbe perché mai mamma ci sta portando in un luogo che lei per prima teme o di cui non si fida affatto.

Cominciamo con il pensare che è normale e fisiologico che il bimbo manifesti una piccola resistenza verso una situazione nuova e che il genitore può aiutarlo a superarla e a vivere serenamente questa nuova esperienza con dei piccoli e utili accorgimenti.

Cosa possiamo fare? E come? (altro…)

Mamma a chi vuoi più bene? ( Note Psicologiche posted on giugno 11th, 2016 )

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gelosia tra fratelliQuando la mia primogenita di quasi tre anni, venne per la prima volta a conoscere chi abitava il mio pancione, era emozionata e curiosa, non aveva ancora ben chiaro chi stesse per incontrare, per lei sua sorella era invisibile, era chiusa “li’ dentro”, non aveva sembianze definite. Ed ecco che osservò attentamente il monitor ed esclamò ad alta voce “ ma chi è quella?”. Il dottore le rispose “ è la concorrenza”.

In quell’istante mi chiesi, di che concorrenza si tratta realmente? di cosa avrà più bisogno la mia bambina? Riuscirò a dedicarle tutto il tempo che le dedico adesso? Avrò lo spazio per chiacchierare e giocare con lei quando sua sorella sarà nata? Sarà una concorrenza su elementi concreti o emotivi?

La risposta l’ho scoperta più avanti, quando la sorella è arrivata tra noi. Era più semplice di ciò che potessi immaginare ed era decisamente alla mia portata, alla portata di tutte le mamme e papà.

Ciò di cui ha bisogno un bambino che diventa fratello/sorella maggiore non riguarda i tempi, gli spazi e i privilegi esclusivi, ma è sapere di poter contare sull’amore che la mamma provava per lui quando era figlio unico e che tale amore è rimasto immutato e rimarrà tale per sempre.

Vista così la gelosia tra fratelli mette meno paura.

“Mamma a chi vuoi più bene?” È una domanda che la primogenita continua a pormi (altro…)

La rabbia è rossa e grande ( Note Psicologiche posted on maggio 6th, 2016 )

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rabbia bambinoSai mamma, oggi nel libro che ha portato L. a scuola ho visto la rabbia. Mamma io non sapevo fosse fatta così la rabbia, tu lo sai mamma di che colore è la rabbia?

Di che colore?

La rabbia è rossa e grande, mi ha raccontato qualche giorno fa mia figlia di 4 anni e mezzo…

Le sue parole mi hanno fatto riflettere, lei non sapeva come era fatta la rabbia eppure la sperimenta, finalmente l’ha vista, si l’ha vista perché la rabbia è quell’emozione che viene tenuta nascosta, viene repressa, viene bandita. Come poteva vederla se intorno tutti siamo pronti a dire basta, non urlare, calmati?

La rabbia del bambino, emozione naturale tra le cinque emozioni primarie, viene vissuta e percepita dai genitori come scomoda e fastidiosa, come qualcosa da allontanare, come un invitato imbarazzante. Le scenate di rabbia risultano molto difficili da accettare per l’adulto che tenta in tutti i modi di mettere uno stop, ma  la rabbia si oppone, urla, scalpita e monta sempre più, ha un suo significato e vuole solo essere ascoltata e vista.

Ed ecco che ti ritrovi nuovamente in quella situazione che non vorresti capitasse mai, soprattutto davanti agli altri, al supermercato, al ristorante al parco, il tuo bambino all’improvviso, per motivi che ti sembrano banali, comincia ad urlare a squarciagola, si dimena, ti dice che sei brutto e cattivo e dentro di te si fanno avanti alcuni sentimenti che a loro volta prendono voce…

“Che imbarazzo, contieniti!” dicono alcuni,

“Non fare scenate, non farti vedere così, farai brutta figura” dicono altri,

“Ora basta!” urlano altri ancora.

La rabbia infatti è vissuta come un’emozione che va tenuta nascosta, che genera effetti  dannosi su di sé e sugli altri quindi meglio stroncarla sul nascere. (altro…)

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